Lavoro da remoto e co-working

il 18 Dicembre 2015 Approfondimenti e Tag: , con 0 commenti

Per un professionista che intenda dare il via ad una nuova attività, la scelta di acquistare gli spazi nei quali lavorare è sempre meno frequente.  Meglio affidarsi ad una soluzione più flessibile che permetta di avere a disposizione un ufficio più o meno strutturato senza fare investimenti da portarsi dietro negli anni. Una scelta che risulti meno impegnativa qualora le cose non andassero come si spera. Per una piccola attività la gestione dei costi è fondamentale: perché affrontare inutili spese piuttosto che dedicare le risorse disponibili alla formazione professionale oppure agli investimenti di marketing che aiutano a fare fatturato? Esistono oggi varie soluzioni che permettono di raggiungere un buon compromesso tra giusta location per i propri affari e i costi di gestione.

Il co-working
Per un consulente che avvia una nuova attività la soluzione più immediata è il classico lavoro da casa. Tuttavia, di frequente la propria casa non permette di adibire una o più stanze all’esercizio della propria professione. Quale soluzione per dotarsi fuori dalle mura domestiche di un ufficio funzionale e confortevole, risparmiando?
Nato nelle grandi città statunitensi ma ormai in via di diffusione anche nelle città europee, il co-working consiste nel noleggio di una postazione di lavoro in uno spazio condiviso con altri professionisti, che temporaneamente si appoggiano in quella sede lavorativa. E’ è la soluzione che mescola perfettamente economicità, flessibilità e stabilità di location. Allacciamenti ovviamente già effettuati e utenze attive e disponibili; connessione internet e attrezzature d’ufficio già presenti, spesso saletta ristoro con macchina del caffè e talvolta una sala meeting; in alcuni casi, persino un servizio di segreteria con domicilio postale e consulenza tecnica e legale. Strumento economico, se si tiene conto dei tanti servizi che la condivisione permette e che altrimenti sarebbero alla portata solamente delle aziende medie o grandi. Questi spazi offrono aree relax per concentrarsi, servizi e un ambiente sociale e un network locale con un costo molto minore che tenere un ufficio. Non da meno, il network di professionisti che si può trovare nelle scrivanie circostanti, in questi moderni spazi condivisi, può creare facilmente sinergie lavorative proficue, oltre che amicizie e nuove conoscenze interessanti.

Il lavoro da remoto
Negli ultimi anni ci sono stati cambiamenti significativi nel modo di lavorare e nello stile di vita dei professionisti, che si evolveranno ancora di più in futuro.
C’è un fattore che sta influenzando tutti questi cambiamenti: è la possibilità di lavorare da remoto dovunque, lontano dallo studio. Numerosi sono i software che permettono di lavorare a distanza per ore in modo fluido e senza fatica su un PC: si va dal semplicissimo e gratuito Anydesk al più macchinoso e potente Teamviewer. Le statistiche dimostrano che già a metà 2015, più del 20% dei professionisti ha dichiarato di aver svolto parte del lavoro da remoto. Si prevede che nei prossimi dieci anni la quantità di lavoro svolto in questo modo venga duplicata.
Il computer e la rete hanno fatto miracoli e la nostra professione che un tempo poteva svolgersi solo in determinati contesti, per necessità di strumentazioni o a causa di esigenze di interrelazione con altri professionisti o con enti pubblici o privati, ora può tranquillamente essere svolta da remoto. In questo modo si diventa completamente “location independent”, il che significa che si può andare dove si vuole quando si pare.

Articolo tratto dal n° 06/2015 del bimestrale del Centro Studi ANCL SU Campania “on. V. Mancini”. La rivista può essere consultata qui