Enpacl, un sistema welfare integrato per i Consulenti del lavoro

il 25 Maggio 2016 Approfondimenti e Tag:, , con 0 commenti

Il Consiglio provinciale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Avellino, in collaborazione con l’Enpacl, ha organizzato un interessante convegno avente ad oggetto il sistema previdenziale della nostra categoria professionale. Nell’accogliente cornice della sala congressi dell’hotel Belsito di Manocalzati (AV) , il collega Gianfranco Ginolfi, consigliere di amministrazione dell’Enpacl, ha illustrato, con dovizia di particolari, le caratteristiche e le peculiarità del sistema previdenziale alla luce della recente riforma del 2012. Ad impreziosire ulteriormente l’evento, la presenza di un funzionario Enpacl, dott. Fabrizio Lucci, che si è reso disponibile a verificare le singole posizioni previdenziali dei colleghi presenti.

Prima della riforma, il sistema previdenziale dell’Enpacl presentava due criticità:

  1. la contribuzione non era correlata alla capacità reddituale dell’associato;
  2. le prestazioni previdenziali non erano correlate ai contributi versati.

Gli interventi adottati rendono equo e sostenibile il sistema previdenziale in quanto:

  • la contribuzione è calcolata a percentuale sul reddito, con una misura minima;
  • la prestazione pensionistica è correlata ai contributi versati;
  • l’eta di pensionamento si allinea all’aumento della speranza di vita.

L’Enpacl è un sistema previdenziale a ripartizione: gli iscritti con i loro versamenti garantiscono il pagamento delle pensioni. Dunque, l’interesse individuale si realizza curando quello collettivo.

Il montante contributivo è alimentato da tre tipi di contributi:

  1. il contributo soggettivo obbligatorio, integralmente destinato al montante contributivo individuale: pari al 12% del reddito professionale prodotto;
  2. il contributo integrativo obbligatorio, per il 75% destinato al montante contributivo individuale: pari al 4% del volume d’affari;
  3. il contributo facoltativo aggiuntivo (c.d. modularità), integralmente destinato al montante contributivo individuale: pari a 500 euro o multipli. Il contributo aggiuntivo è integralmente deducibile dal reddito e, diversamente dai versamenti destinati a previdenza integrativa e complementare, non comporta alcuna spesa di gestione.

Continua a leggere su gargano.pro